I diritti umani, la memoria, l’oblio

A Venezia 71 ci sono due “sedie vuote” nella giuria in simbolico omaggio a due filmmaker in prigione per reati di opinione: la documentarista e attrice iraniana Mahnaz Mohammadi, arrestata e condannata a 5 anni nel giugno scorso “per aver messo in pericolo la sicurezza nazionale”; il regista ucraino Oleg Sentsov che si era pubblicamente opposto all’annessione russa della Crimea.

Il caso Iran è emblematico. Da una parte la cinematografia iraniana è di nuovo in gran forma (in appena due giorni della Mostra abbiamo visto Melbourne, fuori concorso  alla Settimana della Critica, e Tales le piccole grandi storie della regista Rakhshan Banietemad. Ma, appunto, nonostante la svolta (forse più apparente che reale, almeno sul piano interno) della politica iraniana si continuano ad arrestare registi o a tenerli in carcere o a vietare i loro spostamenti, come nel caso del regista Rasoulof, gia collaboratore del grande regista  Jafar Panahi condannato nel 2010 a 6 anni di carcere e a 20 anni di divieto di filmare!!! (peraltro Panahi continua a fare film tecnicamente illegali per l’Iran ma che giungono all’estero e  vincono premi come alla Berlinale del 2013). Lo stesso è accaduto a Mohammad  Rasoulof, collaboratore storico di Panahi, che è riuscito a far arrivare in clandestinità  un film durissimo ma anche di grade pregio stilistico che abbiamo visto a Cannes (Un certain regard)  nel 2013: Le manuscript ne brulent pas che ha vinto tra i numerosi premi non ufficiali  il premio Fipresci (la Federazione della critica internazionale). Potremo mai vederlo in Italia?  Lancio comunque un messaggio in bottiglia ai potenziali distributori!

Venezia 71 ci ricorda dunque la vitalità del cinema iraniano ma anche le violazioni dei diritti umani che accadono oggi là e in tantissime parti del mondo. Ma noi sapremo ricordarcene anche domani? In agguato è sempre l’oblio e la rimozione della violenza, come ci ricorda e con un “pugno nello stomaco”  il nuovo magistrale documentario  The Look of Silence di Joshua Oppenheimer di cui contiamo di riparlare qua.

Stay Tuned!

 

 

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