Piccoli premi, grandi auspici…

I  premi, si sa, specie quelli importanti, sono cose complicate, a volte dei veri e propri “affari di Stato”.

Dei premi di Venezia 71 sto scrivendo qualche nota (il verdetto, si sa, è un piatto da consumare freddo…)

Quest’anno a Venezia ho fatto parte  della giuria Fipresci (la Federazione dei Critici Internazionali), che assegnava due riconoscimenti (simbolici) e, come si dice, “non ufficiali”.

A volte le giurie sono luoghi conflittuali (del resto come ci insegnava, già poco dopo la nascita del cinema, la grande psicoanalista Melanie Klein ai film ci “attacchiamo” e anche loro sono “oggetti” delle nostre pulsioni…). Invece sono contento che insieme al Presidente Derek Malcolm, noto critico per decenni del Guardian  e oggi del London Evening Standard (Derek è di origine scozzese ma il 18 settembre tifa per il Regno Unito), e agli altri colleghi Eva Peydró, spagnola di Valencia che dirige la rivista culturale on line “El Hype”, lo svedese Jon Asp, il macedone Blagoja Kunovski,  e Chiara Tognolotti, che insegna all’Università di Firenze, abbiamo trovato un ampio accordo su questi due film:

Premio FIPRESCI
Miglior film Venezia 71
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica
Nicije dete – Figlio di nessuno di Vuk Ršumovic
 
Del primo film ne accennavo qua. del secondo, un film di esordio serbo ( che ha vinto anche il premio del pubblico Raro Video della Settimana Internazionale della Critica) di grande forza narrativa e precisione stilistica ne ho appena scritto per il sito della Fipresci e posterò il testo qua a giorni.
L’auspicio è che questi film siano visti, e non solo nelle rassegne specializzate, o nei fuori orario tv (sempre benemeriti) ma anche nelle care vecchie sale…e che abbiano quindi una distribuzione! Si dirà che la seconda parte (dopo The act of Killing) di un documentario assai duro come il primo  sul genocidio indonesiano o un film di esordio serbo su un ragazzo-selvaggio cresciuto coi lupi e poi rinchiuso in un orfanotrofio alla mercè dei coetanei e della burocrazia (storia che evoca  precedenti autorevoli, da Truffaut a Herzog) non sono molto appealing. Eppure, a mio personale avviso,  sono dei film che aiutano a capire, con la testa e con il cuore! Per questo credo che li abbiamo premiati!
A breve scriverò un po’ di impressioni sui film veneziani, aspettando, a Milano almeno, la panoramica Le vie del cinema (dal 15 al 24 settembre)!
Nel frattempo, sempre a Milano e sino al giorno 14, impazza il Milano FIlm Festival che fa parte del Milano Film Network!
Insomma, è settembre e si torna a scuola….anche  di cinema!
Stay Tuned!
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