“Persone (e) Conoscenze”, ma libere veramente …

…come diceva una canzone di un bel po’ di tempo fa, a proposito di una radio (precisamente stiamo parlando de La radio di Eugenio FInardi)  che faceva nel refrain:

amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente »

Beh, cambiando alcune parole (ma lascio a voi farlo, se ne avete voglia) si potrebbe dire così anche della  di quell’oscurooggettodeldesiderio che chiamiamo, spesso credo impropriamente, formazione.

A proposito di libertà e formazione, ieri sera, a Milano, in un posto molto bello che si chiama Osteria del treno (noto più ai buongustai e ai tanghèri che a formatori e direttori del personale),  la rivistaPersone & Conoscenze” (edizioni Este) diretta da Francesco Varanini ha festeggiato i suoi primi 10 anni. Stiamo parlando, per chi non la conoscesse, di una rivista di carta (lucida ma non patinata) che tratta di questioni – teoriche, metodologiche, operative – della formazione e dello sviluppo delle persone, dentro e fuori le organizzazioni  (la & che lega persone e conoscenze ci ricorda che il target primario della rivista è comunque il mondo del business e delle aziende); ma anche di lavoro, di tecnologie, piuttosto che di temi etici e filosofici… Per una simile rivista dieci anni sono davvero un bel traguardo di questi tempi.  Chi l’ha fatta, ci ha dovuto credere: il claim sotto il titolo recita “la rivista di chi investe su se stesso”. Messaggio chiaro: dal momento che, per varie ragioni, alcune anche pretestuose,  le aziende  investono sempre meno sui loro collaboratori, specie se “Over XXX”,  gli articoli di una buona rivista (come un buon film, o un buon romanzo) servono, e senza troppa spesa, a imparare cose nuove o a reimparare quelle vecchie, anche da grandi.

La serata è stata piacevole e informale, non c’erano presentatori e presentatrici professionisti, non erano previsti pistolotti  d’ordinanza, nè effetti speciali. Da spettatore (che in questi dieci anni ha avuto anche il piacere, solo per mia indolenza in maniera molto sporadica, di scrivere per la rivista) voglio ricordare due momenti, a mio avviso esemplari, in tema di persone e conoscenze (e viceversa) libere. *

Momento n. 1. Quando -tra una risposta e l’altra al suo intervistatore (Mauro De Martini, formatore e curatore della rubrica Risonanze musicali)- Federica Fasoli, che di mestiere fa la direttora delle  Human Resources in una multinazionale farmaceutica ma è anche una vera pianista diplomata al Conservatorio) ci ha spiegato -tra notazioni tecniche, di linguaggio, e di “senso” – cosa andava a eseguire (brani da Schumann e Debussy), tracciando anche fugaci analogie con la vita aziendale.

Momento n. 2. Quando Piero Trupia, linguista, studioso di matematica e filosofia, esperto di organizzazione, di  “impresa conviviale” e di tanto altro (in una parola, erudito), ha anticipato il contenuto della prossima puntata della rubrica che cura per la rivista (L’essere delle cose). Dalla trascrizione dei miei appunti (che possono anche non rispecchiare alla lettera il suo pensiero, ma nel senso credo di si) Trupia critica nientepopodimenoche Socrate (non sono in tanti oggidì a poterselo permettere, e questo dobbiamo riconoscerlo, a Piero Trupia).

Il quale ha però dalla sua ha alleati autorevoli. Egli infatti ha sostenuto che da quando i greci hanno stabilito che la credenza non coincide con la verità, nessuna dottrina o autore è al riparo dalla critica. Dunque non si salva nemmeno Socrate. La prova? Nei dialoghi platonici in cui è protagonista, Socrate è circondato da interlocutori di second’ordine, praticamente dei minus habens, i quali si limitano a plaudire o, al più, chiedono al Maestro di chiarire e approfondire il suo pensiero, cosa a cui egli graziosamente accondiscende. Insomma, Socrate è chiuso in una “bolla di consenso” (sic): la stessa che, di norma, circonda il grande capo e i piccoli  capi nelle aziende. **

In conclusione, non resta che fare tanti auguri a “Persone & Conoscenze”, che (parafrasando il titolo di un film) “avrà 20 anni nel 2024…”

Stay tuned!

* a scanso di equivochi, come ho sentito dire una volta a Palermo, conoscenze libere non vuol dire sganciate dalle competenze e dalle esperienze, come accade purtroppo e troppo spesso nella rete e in particolare sui social, dove i tuttologi pullulano e non di rado, su cose che non padroneggiano, si distinguono nello “sparare cazzate”, come si diceva in un’altra canzone (L’avvelenata di Guccini, anche lei non proprio recentissima, ma non datata, e tantomeno da rottamare…)

** Che poi Piero Trupia non lo ha detto, ma questa storia (e lo sappiamo, altroché…) riguarda anche, specie in Italia,  la politica (con la p minuscola, s’intende, mica siamo ad Atene nel IV secolo a.C.)….

 

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